Se fosse .. un suono, un colore, un movimento, una vibrazione, una parola ...
Che cos'è per te la meditazione?
Porto l’attenzione ad una pratica silenziosa, che con discrezione e gentilezza è entrata nel mio cuore e nel cuore di molte persone. Ho percepito una grande risonanza tra due eventi che nel mese di febbraio hanno vibrato in luoghi separati, ma vicini nell’intento..
Come l’ingresso della meditazione in Senato con un convegno nazionale (24 febbraio u.s.)
Come la festa di compleanno (21-22 febbraio u.s.) per onorare il Maestro che mi ha fatto conoscere il valore della meditazione, una pratica antica, che vive nel mio presente e mi sostiene.
Cara anima amica, condivido con te alcune riflessioni di ringraziamento per rimanere in connessione nei silenzi tra le parole.
“Desidero accogliere e riconoscere questo evento, come un aiuto, un rimedio balsamico per andare ad ascoltare quelle parti di me, che mi connettono a qualcosa di più grande e percepirne il sostegno.
Porto l’attenzione al concetto di tempo, che in una Tua lezione hai associato al respiro con cui Dio ci parla.
Porto l’attenzione al respiro, al suo effetto calmante, che mi supporta e lo associo al mantra Hare Krishna Hare Rama.
Porto l’attenzione al suono che accompagna questa preghiera che sostiene i miei passi, come se camminare fosse come meditare.
Porto l’attenzione a quello spazio di ascolto che mi invita a prendermi cura, a quel respiro che pervade ogni mia cellula e che mi aiuta a rimanere nel presente.
Anche se ci sono dei momenti in cui il corpo percepisce dei pesi, come un nodo, una chiusura, un dolore, porto attenzione a questo luogo interiore a cui posso tornare, come una casa in cui stare bene “sat-cit-ananda” la nostra vera natura.
Anche se ci sono dei momenti in cui i miei umori percepiscono irritabilità, ansia, paura, scoraggiamento, impazienza, porto l’attenzione a quelle risorse che mi permettono di accogliere e riconoscere la Voce, che abita dentro di me e che mi sostiene nei momenti più difficili.
Nel coltivare questa consapevolezza, come un seme che cresce, riconosco di non essere sola nelle difficoltà.”
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