CIAO, SONO VIJAYA

La mia foto
Ponsacco, Pisa, Italy
Ho scelto di integrare il mio percorso di NATUROPATIA con la specializzazione in IRIDOLOGIA, uno strumento efficace per la valutazione dello stato di salute della persona. L'iridologia è un'arte e una disciplina, che osserva i segni iridei genotipici e fenotipici, i punti costituzionali deboli e quelli forti, l'eventuale predisposizione a determinate patologie, l'osservazione della costituzione, delle disposizioni, delle diatesi, della pupilla, la grandezza e la forma della corona .. e molto altro. Una raccolta di informazioni per raccontare la tua storia biografica, le attitudini, le prove da superare, le vicende umane accompagnate da un lavoro di resilienza. Se hai piacere di approfondire, scrivimi qui: vittorivittoria@gmail.com

LUGLIO ☀️🌞😎

 Con gli occhi di luglio, all’ombra di un paio di occhiali da sole, trovo sollievo come se la vista cercasse uno spazio di quiete per proteggersi dagli schermi luminosi, dalla luce abbagliante di un mese che scotta.

Come le cicale, cerco un pò di frescura all’ombra degli alberi, come se l’ascolto delle loro canzoni fosse simile ad una meditazione, ad un mantra fatto di suoni che invitano a momenti di introspezione.


Tra le dune vicino al mare, dalla sabbia  spuntano erbe dal profumo intenso e penetrante. Il loro colore è connesso con il sole, l’oro e la luce.


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UNA FINESTRA TERAPEUTICA

Mi ha toccato una frase in relazione ai sentimenti e alla ossitocina, l’ormone dell’amore e del benessere, che stimola l’interazione sociale, i legami e la fiducia nelle relazioni.

Mi ha colpito la funzione del cortisolo, l’ormone dello stress, che svolge funzioni vitali per la sopravvivenza e alla sua correlazione con i sentimenti.

Mi conforta sapere che quando le persone vivono esperienze di fiducia ed empatia i loro corpi rispondono con livelli aumentati di ossitocina, che rinforzano i sentimenti di fiducia ed empatia.


Se l’empatia si fida delle emozioni. Se i giudizi attengono ad una rete analitica. Quando si attivano questi pensieri?


UNA FINESTRA TERAPEUTICA
Osservo due finestre diverse con panorami distinti, con la consapevolezza che sono importanti entrambe. Si tratta di imparare ad utilizzarle al meglio.

Comprendo il bisogno di riconoscere l’evoluzione dei  fatti, degli eventi, di raccogliere informazioni e dare loro un posto, un senso, come quando si fa ordine in un cassetto.

Comprendo il bisogno di ascoltare le emozioni che accompagnano tali fatti o eventi, distinguere le loro voci, le immagini che le rappresentano  e dare loro una forma, un colore, come quando si fa un disegno.







Mi sono svegliata sudata, con l’immagine di un ragno nero appiccicato al muro e alla paura che ha accompagnato questo brutto sogno, come qualcosa da cacciare via … la parete vicino alla porta e una strategia per cacciarlo via con la scopa. Ho chiesto aiuto. 

Da una parte, l’attivazione del cortisolo, un momento di stress attivato da questa paura..

Da una parte, l’attivazione di ossitocina, nel chiedere aiuto .. la vicinanza di persone per acquisire fiducia, supporto, empatia..


Ora prevale in me questa sensazione di sollievo, come una finestra aperta sul mare, con il blu infinito e il cielo che si scioglie nell’acqua ed è subito pace.


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CON GLI OCCHI DI GIUGNO

SGUARDO CAMOMILLA
Con gli occhi di giugno, con uno sguardo al gusto di camomilla. Come una fiamma dolce che si espande. Come il colore di un fiore solare e lunare. Lunghi petali bianchi e delicati come aneliti, che ruotano intorno ad un centro dorato.


Come una forza calma, ma determinata, lo sguardo ‘camomilla’ esprime un aspetto femminile che scioglie ogni rigidità.


Un mese maturo, come una persona adulta e stabile, un calore che sostiene. Come occhi che riflettono la luce dell’ambra, una resina che può variare colore, da un bianco giallastro a un giallo bruno. L’ambra si accorda con il chakra del plesso solare e favorisce la solarità, la spontaneità e l’elasticità mentale.


Così giugno è tornato, come un campo di grano, con l’umiltà di una spiga dorata che si flette e si inchina. Anche il tempo nel suo scorrere ci abita, in un movimento che sempre ruota, circolare, per ritornare.


CAMOMILLA  (Matricaria chamomilla) Chamomilla dal greco significa “a terra” per esprimere, piccolo, che resta basso. 

Secondo la tradizione, la camomilla è la più popolare di tutte le erbe medicinali. 

Puoi usare la camomilla come rimedio contro la febbre, l’insolazione, l’insonnia e l’indigestione; nella tradizione erboristica popolare è usata anche per dermatiti, eczemi e ustioni e come cosmetico per la cura di pelle e capelli.

In Omeopatia è apprezzata come rimedio per  “calmare l’eccessiva sensibilità al dolore”.


Lo sai che la Camomilla possiede una doppia signatura? 


La sua 'firma' è sia  solare che lunare, per via dei suoi fiori di colore giallo e bianchi. Nel suo aspetto si incontrano  i due opposti, (il fuoco e l’acqua, il calore e l’umidità, il maschile e il femminile), per modularsi vicendevolmente.


In Camomilla tutto è moderato, una fiamma dolce, benché questo non significhi che sia una pianta debole; al contrario è forte e tenace!

Nell’etimologia del suo nome si trova l’aspetto femminile ‘utero’ dal latino matrix e ‘madre’ da mater, ma anche nell’olio essenziale che ha una sfumatura blu, colore freddo e rinfrescante.


Analogicamente la pianta viene usata per risolvere processi infiammatori, ma anche per “riscaldare” un sistema che soffre l’eccesso di freddo. Sotto l’influsso di Camomilla il soggetto diviene meno irritabile e ipersensibile.

p.s.

Raccogli i fiori in piena estate, falli essiccare all'ombra, ma all'aria aperta.


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A TE CARA MAMMA

Un augurio a tutte le mamme

Un augurio a tutte le figlie che sono diventate mamme

Un augurio a tutti i figli e le figlie che nel loro cuore custodiscono quella mamma interiore che protegge e sostiene 


Nell’esperienza di figlia oggi onoro la Vita come Madre e mi unisco a tutti coloro che si prendono per mano per ringraziare… grazie grazie grazie







A te cara mamma,


Nei momenti in cui la paura prende il sopravvento, 

cerco rifugio tra i ricordi, come fossero braccia per stringermi forte a te.


Nei momenti in cui una debole luce traspare tra le ombre,

la tua voce è quel suono che accende una fiamma e riscalda.


Nei momenti in cui qualcosa muore, tu partorisci nuovi sogni, come finestre che si aprono per guardare oltre, come un’alba nuova che rinasce e l’accompagni fino al suo tramonto per poi ritornare ancora e ancora …


A te cara mamma che coltivi la terra del mio giardino dedico queste parole, 

che possano essere semi per diventare fiori.


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In questo mese scelgo due fiori di Bach, per onorare colei che rappresenta l’amore: HOLLY e CHICORY” 

Le caratteristiche di questi fiori esprimono le qualità di una mamma misericordiosa e compassionevole, che in sanscrito risuonano con 
KRIPALU e KARUNA.


Chicory - il fiore blu della cicoria, che fiorisce da lugli a settembre.

per “Aprire le nostre braccia e benedire tutto ciò che ci circonda” E. Bach 

Esprime l’amore materno ‘riarmonizzato’ di chi si prende cura in modo incondizionato, senza attaccamento. Dona calore e cordialità , affettuosità lasciando liberi gli altri.


Kripalu è incline alla misericordia e nella vita sente forte il bisogno di aiutare tutte le creature, entrando in empatia con loro. 

Kripa significa ‘sentire’ prima di capire. 

Questa misericordia può essere fraintesa. 

Come distinguere una forma di amore esclusivo? Un amore che non include altri, quello considerato fedele dal genitore verso il proprio figlio o verso i parenti,  verso le persone per le quali si percepisce un profondo attaccamento.

Kripalu si rivolge a tutti e si espande con benevolenza e misericordia  verso la famiglia e il sociale, gruppi e associazioni.


Holly - il fiore del perdono, l’agrifoglio, simbolo della passione

" L’ultima delle conquiste avverrà attraverso l’amore e la gentilezza e quando avremo sviluppato a sufficienza queste due qualità niente ci potrà assalire, perché avremo sempre compassione e non opporremo resistenza.E.Bach


La compassione, in sanscrito Karuna, è quella meravigliosa virtù che più risuona con l’amore universale, un amore superiore e disinteressato, come quello di una madre che vive in concessione. 

Tuttavia nella dedizione verso gli altri e i familiari come posso sviluppare compassione senza confondere questa virtù con il pietismo, con una ordinaria bontà o sentimentalismo?


Il desiderio di Karuna si percepisce quando si vuole sollevare una persona da una pena; quando si diventa leggeri, quando il cuore si libera dai sentimenti pesanti, con lo spirito di aiutare l’altro a ricollegarsi alla natura più profonda, quella divina.


Trovo interessante l’associazione tra la qualità di Holly, un fiore che scioglie il cuore per poi lasciare andare; perdonare e Karuna, la virtù che ritrovo nella passione di Cristo, di colui che salva e che si offre totalmente per proteggere il mondo.


A me stessa

sonno con sogni

Dedico questo tempo a me stessa in una notte senza sonno, come se fosse lei ad avere bisogno di me: la scrittura.

Come se fossero le parole a cercarmi per dare un senso a ciò che arriva.

Ringrazio questo vuoto che mi fa ritrovare per stare con me stessa.

Anche se non è spontaneo lasciare emergere un dialogo, accolgo la piacevolezza di stare qui accanto a me, nel silenzio della notte, per farmi compagnia.

Mi guardo intorno nella stanza e osservo le foto che ho scelto per ricostruire la mia storia.

Vedo una bimba con i capelli corti e uno sguardo serio; osservo i suoi cambiamenti negli anni che passano.

Le foto in bianco e nero rappresentano i ricordi più lontani, con le strade di campagna, i prati, il mare e la famiglia.

Quella bimba ora è vestita di colori, è cresciuta e cerca la sua strada, la riconosco, osservo le foto di una ragazza che è diventata adulta. sento la sua presenza come se fosse venuta qui facendosi luce tra i ricordi per dirmi che oggi come allora, quella bimba è dentro di me.

"So che ci sei, ti vedo, ti abbraccio, ti ringrazio per essere qui .. 

come se nel tempo tu abbia vissuto tante vite ...

come se ci fossero tante parti di te, come tante sorelle che si tengono per mano."

Ringrazio le donne che abita no dentro di me.

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Fiori di Bach


Tra i fiori di Bach, Centaury è sensibile ai bisogni degli altri e desidera soddisfarli, essere di aiuto.

SE a volte puoi sentirti svuotato a causa del tuo spirito servizievole

SE a volte non percepisci lo scambio e la giusta gratificazione e ti senti servizievole pur di  guadagnare dagli altri  l’approvazione di cui hai bisogno

SE la tendenza è il lamento per avere bruciato tutte le tue energie

SE bruci le tue energie fino allo sfinimento, sempre in moto pur di prestare servizio..

SE non ti senti riconosciuta per quello che hai fatto

SE ti senti risucchiata dalle continue richieste

SE ti senti svuotata quando un membro della tua associazione o famiglia è bisognoso di attenzioni o cure, il fiore aiuta a mantenere i confini senza lasciarsi invadere


Centaury agisce sul fegato, in particolare sulla vescica biliare.


Maggio è amico dei sognatori ad occhi aperti, di coloro che non sono mai completamente svegli e stabili sul piano pratico.

La stabilità ci riporta alla terra.


Tra i fiori di Bach, Clematis aiuta ad essere presenti in ciò che si fa ed aiuta la creatività a prendere forma. A volte il suo sguardo è assente.

SE sei sensibile alla bellezza, animata da una grande fantasia, con uno spirito creativo … 

SE cerchi di abbellire il mondo con i colori, ma con poco senso pratico.. 


Per un’artista la sfida è portare il mondo celeste nel mondo terrestre, usare l’arte  per connettersi invece di staccarsi e fuggire.

La stabilità di Centaury addolcita dalla sensibilità di Clematis 
La dolcezza di Clematis rafforzata dalla volontà di Centaury


Centaury e Clematis, due fiori che portano vigore e presenza in un momento di debolezza, senza rimanere vittime passive di sabotaggi.

La città vibra come un fiore.

 Alla festa dei fiori, la città rifiorisce.

La città che fiorisce

Sensazioni di leggerezza, come pennellate che aprono, sfumature che avvolgono, vibrazioni  che si tingono di umori.


Oscillano nell’aria forme che ondeggiano,  come petali che tremano e indossano ali,

come note musicali che  irradiano luce.


Volti e sorrisi, occhi e sguardi che si sfiorano, dialogano sussurrando voci, come rintocchi che richiamano ricordi. Immagini che risuonano per evocare storie.


È gioia pura che si espande, si accende e fiorisce, come una filastrocca che trabocca di emozioni, di fiore in fiore.


Oasi di verde inondano l’asfalto, decorano lo spazio protetto del porticato, oltre il ponte che attraversa il fiume.


Una dolcezza che nutre e sostiene la natura. 

Una forza che esplode e custodisce la bellezza.


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L’iride vibra come un fiore.


Iris  è il nome di un fiore il  ‘giaggiolo’ apprezzato per la sua eleganza e il suo colore viola intenso.

Iride è un personaggio della mitologia greca, che appare come messaggera degli dei.

“Iride” dal latino “iris” significa arcobaleno, un fenomeno che si presenta come una serie di archi colorati circolari.


Iris e Iride sono usati come nomi  propri di persona, al femminile.


Iride è una parte dell’occhio che secondo l’arte  dell’ iridologia, viene osservata come una mappa.


Nello studio dell’iridologia contemporanea i segni e i simboli che compaiono nell’iride rendono visibile ciò che appare nell’inconscio.


Ci sono caratteristiche iridologiche che per analogia vibrano nell’iride con i suoi rispettivi FIORI.

LEI, LA POESIA


Mi abbandono a ciò che mi richiama con il suono della preghiera,

come un cuore che si inchina ad un movimento superiore, alla speranza..

Una emotività che chiama e la sua voce mi rialza,

nella sua resistenza la vibrazione di una forza che difende, ma non si arrende.

Come in un sogno Lei si desta, vestita di colore, di poesia, di ciò che si esprime come arte.

Come una stella che brilla,

la creatività si accende e la sua fiamma si espande.

Come una brezza di primavera, soffia il vento..

Una intelligenza intuitiva nella sua liquidità si scioglie,

mi disseta il sapore di una coerenza interiore.

nella sua stabilità la dolcezza della rinuncia.

Varcare la soglia con il cuore vuoto per accogliere.

Entrare nel tempio in comunione con una emotività superiore,

condividere interiormente un amore cosmico.

n.b.

immagine presa da internt, De Nardo


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