Alla festa dei fiori, la città rifiorisce.
Sensazioni di leggerezza, come pennellate che aprono, sfumature che avvolgono, vibrazioni che si tingono di umori.
Oscillano nell’aria forme che ondeggiano, come petali che tremano e indossano ali,
come note musicali che irradiano luce.
Volti e sorrisi, occhi e sguardi che si sfiorano, dialogano sussurrando voci, come rintocchi che richiamano ricordi. Immagini che risuonano per evocare storie.
È gioia pura che si espande, si accende e fiorisce, come una filastrocca che trabocca di emozioni, di fiore in fiore.
Oasi di verde inondano l’asfalto, decorano lo spazio protetto del porticato, oltre il ponte che attraversa il fiume.
Una dolcezza che nutre e sostiene la natura.
Una forza che esplode e custodisce la bellezza.
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L’iride vibra come un fiore.
Iris è il nome di un fiore il ‘giaggiolo’ apprezzato per la sua eleganza e il suo colore viola intenso.
Iride è un personaggio della mitologia greca, che appare come messaggera degli dei.
“Iride” dal latino “iris” significa arcobaleno, un fenomeno che si presenta come una serie di archi colorati circolari.
Iris e Iride sono usati come nomi propri di persona, al femminile.
Iride è una parte dell’occhio che secondo l’arte dell’ iridologia, viene osservata come una mappa.
Nello studio dell’iridologia contemporanea i segni e i simboli che compaiono nell’iride rendono visibile ciò che appare nell’inconscio.
Ci sono caratteristiche iridologiche che per analogia vibrano nell’iride con i suoi rispettivi FIORI.

